mAI senza un’idea
Se è vero che l’AI elabora informazioni, è altrettanto vero che manca di pensiero, coscienza, intenzione, immaginazione, idee.
L’AI non pensa, elabora. Per questo non ci spaventa e non ci sostituisce. Ci rende più efficienti.
È uno strumento, non un pensatore. Una leva, non un fine.
E proprio così la usiamo nei nostri processi creativi: con metodo, con visione, con strategia. Altrimenti è solo un’arma spuntata.
Rende concrete le nostre intuizioni, amplifica le nostre idee, le anima, a volte le rende più potenti, a volte più originali, a volte – addirittura – più umane.
Come nel caso del nostro “Non è cambiato un ca%%o”, l’originale opera creata per “PostHER. Manifesti al femminile”, il drop tematico d’esordio del progetto Tuttapposter, in cui l’illustrazione firmata dal nostro team di designer per esprimere l’indignazione contro la discriminazione femminile, prende vita grazie all’AI. E finalmente beve il suo cocktail, per allontanare almeno per un attimo la frustrazione per tutte quelle cose che dovevano cambiare e invece sono ancora uguali. A casa, nel mondo del lavoro, dell’istruzione, nelle relazioni.
Un momento di svago e leggerezza, che troppe donne non possono mai concedersi, impegnate come sono nel difendersi costantemente.
Un gesto semplice, animato prima ancora che dall’AI, da un’idea – la nostra – che, come sempre, creiamo con testa, cuore e gli strumenti giusti.
E per fortuna non siamo i soli.