Imprenditoria femminile: la carica delle Unstoppable Women

Imprenditrici, manager e founder, creative e innovatrici, di talento: sono le professioniste che stanno cambiando l’Italia, le unstoppable women individuate da StartupItalia – il magazine dell’innovazione e delle startup italiane – per dar voce ad un nuovo modello di leadership, femminile e plurale.

Tra loro la nostra inarrestabile Bice Guastella, Founder e Creative Director di INDUSTRIA01 che, con un team al 75% composto da donne, porta avanti da oltre 20 anni un progetto imprenditoriale collettivo e plurale, fondato sul confronto, sulla contaminazione e la valorizzazione dei talenti.

Questo non è il suo primo riconoscimento. Già nel 2018, Bice, insieme a Sarah BersaniPartner & Marketing Director di Industria01, riceve il premio “Impresa è donna” da Confcommercio Catania, un riconoscimento dedicato alle personalità femminili che con coraggio si sono distinte per le loro iniziative imprenditoriali con sede nella Regione Siciliana.

Qualche dato sull’imprenditoria femminile 

Proprio come Bice e Sarah, quella delle donne imprenditrici ancora oggi resta purtroppo l’eccezione alla regola nel mondo del lavoro, in cui la “normalità” vede una dominanza di uomini imprenditori e non garantisce pari opportunità imprenditoriali e salariali.
La forza lavoro mondiale è composta più da uomini che da donne e le lavoratrici, a parità di mansioni, guadagnano meno dei lavoratori. (economyup.it)
L’Italia è in linea con il resto dell’Occidente, con un’attività imprenditoriale su sei guidata da una donna (economyup.it) e una presenza ancor più ridotta ai vertici delle startup e delle PMI innovative.
Eppure, alcune ricerche internazionali rivelano che le startup fondate anche da donne hanno maggiore probabilità di ricevere investimenti rispetto a quelle formate da soli uomini (economyup.it) e che le donne sono più adatte a individuare i bisogni del mercato, coglierne le opportunità e investire sul territorio (eticasgr).
Le aziende gestite da donne, inoltre, promuovono più azioni di responsabilità sociale, sono più attente e dedite ai temi dell’inclusione, della sostenibilità e sono più orientate verso la filosofia aziendale del give back. (GreenItaly 2021). 

Gender gap: un problema sociale e culturale

Il divario uomo-donna nel mondo dell’impresa è evidente e come spiega Claudia Pingue, general manager del PoliHub, incubatore d’impresa del Politecnico di Milano, e Senior Partner – Responsabile del Fondo Technology Transfer di CDP Venture Capital SGR – Fondo Nazionale Innovazione – “Il problema non è biologico, ma sociale e culturale”.
Tutt’oggi le donne faticano ad avere accesso ad un’istruzione e formazione paragonabile a quella degli uomini, con alcune aree di competenza che restano prerogativa maschile.
Come conferma la recente ricerca LinkedIn Recruiter Sentiment Italia 2019, che ha interessato il dipartimento HR in azienda, nell’ultimo anno c’è stato un incremento delle assunzioni in Italia, ma le competenze digitali spesso, rimangono una prerogativa dei candidati di sesso maschile. Nello specifico il 45% dei responsabili HR italiani sostiene che ci sono più candidati uomini dotati di competenze digitali rispetto alle donne (contro appena il 25% che pensa che vi siano più donne “digitalmente preparate”) economyup.it.

All’origine del divario di genere la carenza di infrastrutture per aiutare le donne ad entrare (o tornare) sul lavoro, per esempio asili o centri di assistenza per anziani. Divario aggravato ancor di più dall’avvento dell’automazione che sta avendo un impatto sproporzionato sui ruoli tradizionalmente svolti dalle donne, come si legge nel Global Gender Gap Report 2018 pubblicato dal World Economic Forum.

Women Empowerment: cosa si sta facendo per supportare le donne che fanno impresa?

I governi di tutto il mondo stanno stanziando fondi volti ad offrire alle donne gli strumenti necessari per valorizzare le proprie competenze, trasformare le idee in progetti imprenditoriali e creare così un futuro più equo. In Italia, iniziative come MIO IL DENARO MIA LA SCELTA! o Donne al Quadrato sono fondamentali per contrastare i pregiudizi di genere, come ad esempio, quelli che rendono più arduo per donne e ragazze farsi strada nel settore tecnologico (STEM science, technology, engineering and mathematics) e nell’educazione alle competenze digitali (eticasgr). Attività valide, ma non ancora sufficienti. 

Occorre spingere il pedale ed accelerare per sensibilizzare prima di tutto sulla tematica e supportare concretamente l’accesso al mondo del lavoro e l’imprenditoria femminile.
Dal canto nostro continueremo a rendere il nostro team sempre più inclusivo e ad impegnarci per valorizzare le storie e i progetti imprenditoriali portati avanti dalle donne, in un’ottica di solidarietà femminile, ma soprattutto di valorizzazione dei talenti e delle potenzialità ancora inespresse dell’imprenditoria del nostro territorio.