Ognuno di questi riconoscimenti ci riempie di orgoglio e conferma una volta di più l’identità, il carattere, la vocazione e l’impegno del nostro team, una grande comunità di creativi, il cui valore aggiunto è dato dalla diversità della formazione e dell’esperienza maturata, che ci consente di lavorare alle campagne per i nostri partner e clienti con un taglio trasversale, interdisciplinare e attento ai diversi modi di percepire la realtà dei consumatori/utenti ai quali ogni giorno ci rivolgiamo attraverso il racconto e la promozione di brand, prodotti, servizi, iniziative.
Perché crediamo che sia questo il giusto approccio alla professione della comunicazione, come diciamo anche durante le interviste fatte per l’occasione a Sarah Bersani e Bice Guastella.
Come è emerso dall’interessante tavola rotonda organizzata nel corso della serata di premiazione Mediastars 2023, lo scorso 9 giugno, e che ha visto protagonisti Pasquale Diaferia [copy / scrittore / giornalista], Alessia Scarpocchi [digital strategist Aboca], Gaia Mazzon [communication director ALSTOM], Marco Tagliafierro [curatore indipendente e critico d’arte], Monica Frassoni [pres. alleanza europea per il risparmio energetico] e Lorenzo Marini [ceo & creative director Lorenzo Marini Associati], la comunicazione ha sempre a che fare con la verità, la realtà e la sua percezione.
È preciso compito del buon comunicatore ideare e realizzare campagne pubblicitarie capaci di far emergere la verità intrinseca di brand e prodotti, una verità fatta di qualità, trasparenza e impegno nel combattere le sfide quotidiane, trasformando “informazioni tecniche in seduzione” e, attraverso parole e immagini, declinare la verità in messaggi efficaci, sintonizzati sulla stessa frequenza di percezione dei consumatori/utenti, come ha ben spiegato Lorenzo Marini.
Perché la buona comunicazione pubblicitaria ha a che fare con gli occhi di chi guarda, con i suoi desideri e i suoi sogni. Ed è quegli occhi che cerchiamo di incontrare ogni volta che trasformiamo un’idea in un progetto pubblicitario, perché ci restituiscono la conferma che stiamo lavorando bene e l’emozione di quando abbiamo iniziato oltre 20 anni fa.
Occhi che ridono.